UNI EN 45545 – Dietro una semplice sigla il lavoro dell’uomo per la sicurezza dell’Uomo

Prima di immergerci nello specifico di ciò che prevede questa Norma, è necessario definire almeno il significato di questa Sigla.

La sigla EN identifica le norme che sono state elaborate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN); ne consegue che tutte le norme EN devono essere recepite in modo obbligatorio dai Paesi membri.

UNI è l’acronimo di Ente Nazionale Italiano di Unificazione, il cui scopo è studiare, elaborare, pubblicare e diffondere le norme tecniche volontarie in Italia, svolgendo il ruolo di organismo di normazione nazionale per l’Italia e rappresentandola negli organismi europei (CEN) e internazionali (ISO). 

Nel nostro caso, quindi, una Norma UNI EN è una norma europea (EN) recepita dall’Italia e quindi adottata come norma nazionale con la sigla UNI EN. 

E’ bene sottolineare che non è possibile avere una normativa UNI in contrasto con quelle del CEN.

Dopo questa quanto mai sintetica premessa, la UNI EN 45545 è uno standard ferroviario europeo introdotto nel 2013 per armonizzare i diversi sistemi di gestione dei treni, inclusi gli standard relativi al fuoco e al fumo. Ha lo scopo di proteggere i passeggeri e il personale dagli incendi a bordo dei veicoli ferroviari.

La norma EN 45545 si applica ai costruttori di veicoli ferroviari, compresi treni ad alta velocità, treni regionali, tram, metropolitane e treni a due piani.

Dopo un periodo di transizione durato diversi anni, ora è diventato un requisito obbligatorio in tutta Europa e tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione dei veicoli ferroviari devono seguire la norma EN45545 per raggiungere il massimo livello possibile di sicurezza in caso di incendio.

La EN 45545 è diventata l’unica norma antincendio ferroviaria nel marzo 2016 sostituendo le seguenti norme nazionali:

Regno Unito BS 6853
Codice di condotta per le precauzioni antincendio nella progettazione e costruzione di treni per il trasporto passeggeri.

Francia NF F 16-101
Comportamento al fuoco del materiale rotabile ferroviario Scelta del materiale.

Germania DIN 5510-2
Protezione antincendio preventiva nei veicoli ferroviari – Parte 2: Comportamento del fuoco ed effetti collaterali del fuoco di materiali e parti – Classificazione, requisiti e metodi di prova.

Italia UNI CEI 11170-1/2/3
Veicoli ferrotranviari – Linee guida per la protezione antincendio dei veicoli ferrotranviari e a percorso guidato.

Polonia PN K-02511
Materiale rotabile – Sicurezza antincendio dei materiali – Requisiti.

Nel 2016, inclusa la sua parte 2, la Norma EN 45545 diventa obbligatoria in tutta l’Europa.

Parleremo ora della EN 45545-2 – comportamento al fuoco per materiali e componenti utilizzati nei veicoli ferroviari

La normativa europea EN 45545-2 definisce i criteri di comportamento al fuoco per materiali e componenti utilizzati nei veicoli ferroviari.
Essa è la seconda di 7 parti che compongono il sistema normativo EN 45545 il quale, dalla sua prima pubblicazione nel 2013 a opera del Comitato Europeo di Normazione (CEN), ha progressivamente sostituito diverse norme nazionali sulla sicurezza antincendio, creando un quadro normativo unificato per la protezione antincendio nelle applicazioni ferroviarie.

In particolare, la parte 2 è fondamentale per garantire che i materiali contribuiscano il meno possibile ai rischi di incendio, limitando la propagazione delle fiamme, la generazione di fumo e il rilascio di gas tossici. Non a caso oggi, al fine di garantire il massimo livello di sicurezza possibile in caso di incendio, tutti i materiali utilizzati nei veicoli ferroviari devono essere conformi alla EN 45545-2.
Per valutare se un prodotto è conforme alla norma EN 45545-2, bisogna seguire un processo strutturato che coinvolge la determinazione del livello di rischio HL, l’identificazione della sua ubicazione nel veicolo ferroviario e l’esecuzione di metodi di prova appropriati come da requisito R associato.

Livelli di Pericolo HL

I livelli di pericolo HL definiscono il grado di severità dei requisiti antincendio che i materiali applicati sui veicoli ferroviari devono rispettare. Essi variano da HL1 a HL3, con HL1 che corrisponde a un rischio basso, HL2 a un rischio medio e HL3 a un rischio elevato.
Il livello di pericolo si determina in base al tipo di veicolo ferroviario (tram, treno suburbano, metropolitana, alta velocità, treno notte con cuccette, treno merci, locomotive) e all’ambiente in cui opera (presenza di gallerie e relativa lunghezza, tempo di evacuazione, capacità del treno, accessibilità ai soccorsi, guida automatica o con personale).
Queste non sono altro che le Design Categories e le Operation Categories definite nell’approfondimento precedente sulla EN 45545-1. Quindi, una volta identificati questi aspetti e mettendoli in relazione tra loro, è possibile determinare il livello di pericolo HL.
Per esempio, un tram urbano che opera in superficie, facilmente evacuabile, sarà classificato HL1. Al contrario, treni a due piani o treni con cabine letto sono considerati ad alto rischio in caso di incendio per via della difficoltà di evacuazione; di conseguenza richiederanno più alti standard di sicurezza nei materiali usati e dovranno conformarsi principalmente a HL3.


Codifiche delle posizioni dei materiali

È importante sottolineare come il comportamento al fuoco dei materiali impiegati nel settore ferroviario dipenda non solo dalla natura intrinseca degli stessi, ma anche dal relativo posizionamento nel veicolo. Per questo motivo, la norma suddivide i diversi componenti in base alla loro ubicazione (interna o esterna) e alla loro funzione specifica (arredamento, equipaggiamento tecnico/elettrico/meccanico) codificandoli come segue:
 

  • IN: Superfici verticali/orizzontali interne (es. pareti, porte, finestre, controsoffitti, pavimenti)
  • EX: Superfici esterne del corpo del veicolo (es. pareti esterne, tetto, telaio inferiore)
  • F: Mobili e arredi (es. sedili, tavoli, tessuti)
  • E: Apparecchiature elettrotecniche (es. cavi, dispositivi elettronici)
  • M: Apparecchiature meccaniche (es. motori, freni)


Ciascuna codifica a sua volta presenta sotto-codifiche che vanno meglio a definire i singoli casi (IN1A, IN1B, IN2, IN3…; EX1A, EX1B, EX2, EX3,…).


Requisiti R

Ogni posizione codificata è associata a specifici requisiti (da R1 a R28); ecco alcuni esempi:
 

  • IN1A (pareti interne): Requisito R1
  • EX1A (pareti esterne): Requisito R7
  • IN15 (coperture interne a pavimento es. moquette): Requisito R10
  • F1A (tessuti di rivestimento per sedili): Requisito R21


Ciascun requisito R determina i metodi di prova e i criteri di accettabilità che i materiali devono soddisfare per essere conformi alla norma.


Metodi di prova

Alcuni dei metodi di prova più comuni (e relativi parametri calcolati) includono:
 

  • ISO 5660-1: Cono calorimetrico per la valutazione del rilascio termico (MAHRE [kW/m2]).
  • ISO 5659-2 + EN 17084: Misurazione della densità del fumo (Ds maxDs(4)VOF4 [min]) e della tossicità dei gas emessi (CITG).
  • ISO 5658-2: Misurazione della propagazione superficiale di fiamma (CFE [kW/m2]) – configurazione verticale (pareti)
  • EN ISO 9239-1: Misurazione della propagazione superficiale di fiamma (CFE [kW/m2]) – configurazione orizzontale (pavimenti)
  • ISO 4589-2: determinazione della concentrazione minima di O₂ per supportare la combustione (Indice di Ossigeno [%])


Ogni requisito R può richiedere uno o più test combinati e i valori limite dei parametri misurati variano a seconda del livello di rischio richiesto dal veicolo in cui saranno installati (HL1, HL2, HL3).

Esempio pratico:
Un’azienda produce pannelli per paratie divisorie; il prodotto andrà montato su un treno a due piani che attraversa lunghe gallerie con evacuazione difficile. Questo comporta l’applicazione del livello di rischio più alto (HL3).
In quanto prodotto da interno, il materiale ricade nella codifica IN e in particolare IN1A (pareti interne). La norma associa a questa codifica il requisito R1 il quale quindi mi definisce la combinazione di metodi di prova e dei parametri da valutare con i rispettivi valori limite per i tre diversi livelli di rischio:

Se, una volta eseguiti i test richiesti, tutti i valori rientrano nei limiti per HL3, il risultato è la conformità del materiale alla EN 45545-2 per il requisito R1 livello di rischio HL3.

Solo per dare una ulteriore notizia, di seguito le caratteristiche dei materiali che conformano gli stessi alla UNI EN 45545-2, vale a dire che i materiali scelti e forniti per essere conformi alla norma EN 45545-2 devono comportarsi in un certo modo se esposti al fuoco.

Ritardante alla fiamma: i materiali conformi alla norma EN 45545 devono essere ritardanti alla fiamma in modo che, in caso di incendio, i materiali isolanti aiutino a prevenire la propagazione dell’incendio, fornendo più tempo per l’evacuazione in sicurezza dei vagoni ferroviari.

Bassa fumosità: i materiali per il settore ferroviario conformi alla norma EN 45545 devono inoltre presentare basse emissioni di fumo per aiutare a prevenire la penetrazione del fumo. La densità del fumo dovrà essere quanto più bassa possibile per consentire al personale del treno e ai passeggeri di uscire dalla carrozza ed essere soccorsi senza pericolo di inalazione di fumo.

Bassa tossicità: i materiali specifici per il settore ferroviario previsti dalla norma EN 45545 sono formulati per fornire proprietà di bassa tossicità in modo che il personale e i passeggeri siano esposti a una quantità minima di fumo.

In conclusione, la norma EN 45545-2 è uno standard europeo cruciale, che garantisce la sicurezza dei passeggeri e del personale ferroviario stabilendo severi requisiti di comportamento al fuoco per tutti i materiali dei treni. Questa norma obbligatoria, che sostituisce le vecchie normative nazionali, garantisce una protezione antincendio coerente in tutta Europa e oltre.

La MTF srl, da anni ormai offre materiali che, come da richieste specifiche del suo Committente Trenitalia, risultano certificati e strettamente in linea con questa Normativa, contribuendo al processo di sicurezza dei Passeggeri necessario e voluto.

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